Il fornitore rifiuta la responsabilità del ritardo. Tu sei convinto che sia sua, ma quello che hai in mano sono quattro mesi di mail, verbali parziali e nessuna cronologia ordinata.
La valutazione dei claim tecnici serve per ricostruire la sequenza dei fatti dai documenti di commessa, verificare se la contestazione regge sul piano tecnico e mettiamo per iscritto scostamenti, evidenze e responsabilità tecniche.
In una disputa tecnica raramente le parti mentono. Più spesso ricordano cose diverse, in ordine diverso, e ciascuna in buona fede. Quello che decide non è chi ha ragione nel merito, ma chi riesce a dimostrare la sequenza dei fatti con documenti prodotti quando i fatti accadevano.
Un ritardo ha quasi sempre più cause concorrenti: un materiale arrivato tardi, una modifica richiesta in corso d'opera, un'approvazione rimasta ferma, una lavorazione rifatta. Attribuirlo interamente a una parte è facile a parole e difficile da sostenere. Quando il ritardo riguarda una fornitura complessa, i report prodotti durante l'expediting industriale forniscono una base cronologica già verificata, con milestone, criticità e azioni richieste al fornitore.
Una parte del nostro lavoro consiste nel dire al cliente che la sua contestazione, sul piano tecnico, non regge. È un esito scomodo ma utile: sapere in anticipo che una posizione è debole permette di negoziare invece di aggravare una disputa che costerà più di quanto può rendere. Le evidenze raccolte durante le ispezioni tecniche industriali aiutano inoltre a stabilire quando una non conformità era già rilevabile, chi ne era stato informato e come è stata gestita.
Quando la questione passa agli avvocati, la ricostruzione tecnica diventa il materiale su cui lavorano. Se quel materiale non esiste, viene costruito in fretta, sotto pressione e da chi non conosce il settore. Quando la disputa nasce da una deroga, da una specifica ambigua o da una scelta presa in corso d'opera, la consulenza tecnica industriale permette di ricostruire anche il razionale della decisione e le alternative disponibili in quel momento
Un ritardo, una non conformità o una procedura non rispettata non attribuiscono automaticamente alla controparte tutti i costi sostenuti. Occorre dimostrare quale conseguenza concreta abbiano prodotto sulla commessa. È questo passaggio che trasforma un rilievo tecnico in una posizione realmente sostenibile.
Lavoriamo con EPC contractor, produttori di impianti e componenti, aziende Oil & Gas e petrolchimiche, operatori dell'energia, cantieri navali, aziende ferroviarie e imprese metalmeccaniche. I ruoli coinvolti sono responsabili di commessa, project manager, direttori tecnici, responsabili qualità e procurement manager, spesso insieme all'ufficio legale interno o al consulente legale esterno.
Ricordi, mail selezionate, convinzioni
Si scopre trattando, spesso troppo tardi
Il ritardo viene attribuito in blocco
Da costruire sotto pressione, da chi non conosce il settore
Si irrigidisce, perché nessuno può dimostrare nulla
Sequenza documentata degli eventi, con riferimenti puntuali
Verificata prima di esporsi, compresi i punti deboli
Le cause concorrenti sono separate e pesate singolarmente
Già pronto, nel linguaggio tecnico corretto
Si sposta sui fatti, dove un accordo è più raggiungibile
Una contestazione si indebolisce quando si basa su ricordi, mail isolate e responsabilità attribuite senza una cronologia verificabile. La valutazione dei claim tecnici ricostruisce la sequenza dei fatti, collega ogni scostamento alle sue conseguenze e verifica quali responsabilità siano realmente sostenute dalle evidenze di commessa.
È una richiesta formale avanzata da una delle parti di un contratto di fornitura quando ritiene che l'altra non abbia rispettato quanto pattuito: tempi, requisiti tecnici, prestazioni o modalità di esecuzione. A differenza di una semplice contestazione verbale, il claim viene presentato con riferimenti contrattuali e con l'indicazione delle conseguenze richieste. La sua tenuta dipende quasi interamente dalla qualità delle evidenze tecniche e documentali su cui si fonda.
Una non conformità è un rilievo tecnico: un elemento che non rispetta la specifica. Da sola non genera un claim. Diventa claim quando produce una conseguenza contrattuale — un ritardo, un costo aggiuntivo, una prestazione non raggiunta — e quando una delle parti chiede all'altra di risponderne. Il passaggio decisivo è la dimostrabilità del nesso: non basta che la non conformità esista, occorre poter documentare che ha causato quell'effetto specifico. È esattamente il punto in cui la maggior parte delle contestazioni si indebolisce.
La gestione documentale opera durante la commessa: prepara, verifica e mantiene ordinata la documentazione mentre le attività sono in corso. La valutazione claim opera a posteriori e con una finalità diversa: usa quegli stessi documenti, insieme a contratti, cronoprogrammi e corrispondenza, per ricostruire che cosa è accaduto e stabilire dove ci sia stato uno scostamento. Il legame tra i due servizi è diretto: la qualità della gestione documentale determina quanto sia possibile ricostruire dopo. Le commesse documentate male sono anche quelle più difficili da difendere.
No. Non siamo uno studio legale, non forniamo consulenza legale, non rappresentiamo il cliente e non ci esprimiamo sull'esito di un contenzioso. Il nostro intervento è tecnico e documentale: ricostruire i fatti, verificare la conformità rispetto a specifiche e norme, individuare e documentare gli scostamenti. Il risultato viene consegnato in una forma utilizzabile dal tuo legale o dall'ufficio legale interno, che restano gli unici a valutare gli aspetti giuridici della vicenda. Nella pratica lavoriamo spesso in parallelo con loro.
Il punto di partenza è il contratto con le sue specifiche tecniche, insieme al cronoprogramma e agli ordini di acquisto. Servono poi le evidenze di esecuzione: rapporti di ispezione e di prova, documentazione di fornitura, non conformità aperte, verbali e corrispondenza tecnica intercorsa tra le parti. Non è indispensabile che il materiale sia completo o ordinato. Nella maggior parte dei casi non lo è, e riordinarlo è parte del lavoro. Quello che serve è che sia autentico e integralmente disponibile, comprese le parti sfavorevoli.